Di fronte all’aumento della frequenza e dell’intensità degli incendi boschivi, la Commissione europea ha presentato una nuova strategia integrata per la gestione del rischio. L’approccio proposto si articola lungo l’intero ciclo degli incendi – dalla prevenzione alla risposta, fino al recupero – con l’obiettivo di rafforzare la resilienza dell’Unione e migliorare la protezione di cittadini, ambiente e infrastrutture.

Il piano della Commissione, in linea con la Strategia dell’Unione per la preparazione adottata nel marzo 2025, fornisce orientamenti operativi per autorità nazionali e regionali, indicando strumenti e buone pratiche per affrontare una minaccia destinata ad aggravarsi.

Secondo i dati riportati dall’esecutivo europeo, il 2025 ha segnato la peggiore stagione di incendi mai registrata nel continente, con oltre un milione di ettari bruciati. Il fenomeno è attribuito in larga parte all’intensificarsi dei cambiamenti climatici.

“Gli incendi boschivi non conoscono confini, e nemmeno la nostra risposta dovrebbe averne”, ha dichiarato la commissaria europea per l’Uguaglianza, la Preparazione e la Gestione delle crisi Hadja Lahbib. “Le misure adottate oggi dimostrano l’impegno incrollabile dell’Europa a restare unita di fronte alle crisi alimentate dal cambiamento climatico”.

Anche le vicepresidenti della Commissione europea Teresa Ribera e Roxana Mînzatu e la commissaria europea per l’Ambiente Jessika Roswall hanno evidenziato il rapporto tra la crisi climatica e il rischio incendi, facendo presente il bisogno di rafforzare la prevenzione, condividere le risorse e investire nella resilienza.

Sotto il profilo della prevenzione, la proposta della Commissione è quella di rafforzare le misure basate sugli ecosistemi. L’obiettivo è costruire paesaggi più resilienti al fuoco attraverso politiche di tutela e ripristino della natura. In questo contesto si inserisce il nuovo documento di orientamento su Natura 2000 e cambiamenti climatici, che fornisce indicazioni per l’adattamento climatico dei siti protetti e chiarisce i margini di flessibilità per gli Stati membri in caso di emergenze.

L’esecutivo sottolinea come ecosistemi sani siano meno vulnerabili agli incendi, rendendo il ripristino ambientale una leva strategica anche in chiave di protezione civile.

Bruxelles intende inoltre intensificare il coinvolgimento dei cittadini, anche alla luce di un crescente livello di preoccupazione nell’opinione pubblica europea. Secondo un sondaggio dell’Agenzia europea dell’ambiente, circa la metà dei cittadini considera gli incendi boschivi una minaccia rilevante.

Tra le misure previste figurano l’integrazione della preparazione agli incendi nei programmi educativi, il rafforzamento delle iniziative rivolte ai giovani e la promozione di scambi e attività di volontariato. La Commissione ha inoltre organizzato un panel dei cittadini europei dedicato al tema, che ha avuto una prima sessione lo scorso weekend e che proseguirà con altre due nei mesi di aprile e maggio, allo scopo di avere persone pronte ad aiutarne altre davanti a un’emergenza.

Parallelamente, proseguiranno le attività di pre-posizionamento dei vigili del fuoco nelle aree a rischio e lo scambio di esperti tra Stati membri, con un rafforzamento della cooperazione anche con regioni extra-UE particolarmente esposte agli incendi. In questo contesto si inseriscono anche precedenti operazioni di solidarietà europea, come l’invio di squadre di vigili del fuoco greci in altri Paesi membri attraverso il Meccanismo di protezione civile dell’Unione europea, già attivato in diverse stagioni critiche.

Un ruolo centrale della strategia sarà poi svolto dall’innovazione tecnologica. La Commissione prevede di potenziare il Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (EFFIS), supportato dal programma satellitare Copernicus, migliorando gli strumenti di allerta precoce e monitoraggio. Sono inoltre in sviluppo modelli di rischio standardizzati a livello europeo e strumenti di simulazione assistiti dall’intelligenza artificiale per supportare le decisioni operative.

Sul piano delle capacità, la flotta rescEU sarà ampliata con 12 aerei e cinque elicotteri antincendio. Il primo elicottero, già consegnato alla Romania, entrerà in funzione nella stagione 2026. In parallelo, Bruxelles sta lavorando alla creazione di un hub europeo antincendio a Cipro, destinato a diventare un centro regionale per formazione, esercitazioni e risposta operativa.

La strategia affronta anche le conseguenze a lungo termine degli incendi. La Commissione propone di rafforzare la raccolta dati sui rischi sanitari per i vigili del fuoco, legati all’esposizione a condizioni estreme e sostanze tossiche. Allo stesso tempo, intende promuovere lo scambio di buone pratiche per il recupero post-incendio, con l’obiettivo di favorire una ricostruzione orientata alla resilienza climatica.

Per consolidare il quadro, l’esecutivo presenterà una proposta di raccomandazione del Consiglio sulla gestione integrata del rischio di incendi. Il nucleo della stessa sarà l’approccio “whole-of-society” e “whole-of-government”, improntato al coinvolgimento congiunto di istituzioni, comunità locali e attori economici.

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